LE VICESSITUDINI DELLA VENERATA STATUA DELLA MADONNA DETTA “DELL’ASCENSIONE” DURANTE L’OCCUPAZIONE FRANCESE E NAPOLEONICA.



Alla fine del 1700, e fino al 1816, le Marche subirono l’occupazione delle truppe francesi, prima repubblicane e poi napoleoniche. Queste si abbandonarono a saccheggi ed angherie nei confronti della popolazione , soprattutto, quella rurale e nei confronti della Chiesa, del clero e dei loro possedimenti, tanto da suscitare la reazione popolare che organizzò una resistenza armata dando vita a vere e proprie azioni di guerriglia contro gli occupanti. In tale particolare contesto si inquadrano le vicende che hanno interessato in quegli anni l’antica statua della Madonna della Misericordia, detta dell’Ascensione. Questa, fino al 1799, era venerata nella chiesina sita sulla cima del Monte Ascensione , dove, nel XIV secolo, era stata collocata dai seguaci di Meco del Sacco.

I “Sacconi”, come questi venivano chiamati, erano numerosissimi (sembra oltre diecimila) per cui la devozione per questa Madonna si diffuse così rapidamente e profondamente tra i fedeli di Ascoli, del suo contado ed anche oltre che, nel giro di poco tempo, anche il monte cambiò nome e da “Monte di Polesio” , come era stato chiamato fino allora, divenne appunto “Monte dell’ Ascensione”. Dopo l’arrivo in zona delle truppe francesi, avvenuto nel marzo del 1798, due giovani di Castel di Croce, temendo che queste potessero incendiare la chiesina sul monte, nottetempo trasportarono la statua della Madonna al loro villaggio. Quando gli abitanti di Rotella, che come tutti gli abitanti della zona la consideravano loro protettrice, ebbero notizia del suo “trasferimento”, organizzarono, seduta stante, una spedizione a Castel di Croce, si impossessarono della statua e la sistemarono nella loro chiesa madre, dedicata alla Vergine Lauretana. Il fatto, considerato anche che Rotella non si trovava in diocesi di Ascoli ma in quella di Montalro/Ripatransone, suscitò , in assenza dei vescovi, ambedue esiliati dai Francesi, una grave contesa tra le due diocesi che c oinvolse anche le due curie. La questione, considerato le dimensione che stava assumendo, fu avocata dal Comandate militare della piazza il quale, ad evitare possibili disordini, stabilì che la statua rimanesse a Rotella fino a quando la chiesina dell’Ascensione, che si trovava in precarie condizioni, non fosse stata restaurata. Quando Napoleone, divenuto imperatore, istitui il primo regno d‘Italia, il Vescovo di Ascoli, che era il Cardinale Archetti, tornò dall’esilio e subito fu investito della cosa dai Crocesi. Il Vescovo, indignatissimo per quanto gli avevano riferito, tuonò contro gli abitanti di Rotella chiedendo giustificazioni e l’immediata restituzione della statua. Una deputazione di Rotella si precipitò allora dal Cardinale umiliandosi e dichiarandosi pronta ad accettare, senza condizioni, qualunque decisione il porporato avesse preso. Questi, sorpreso per la sottomissione e l’ubbidienza mostrata della deputazione, perdonò gli autori del “furto” e concesse alla comunità di Rotella di conservare la statua nella chiesa del paese. Grande fu lo sconforto dei Crocesi e degli altri fedeli “Ascolani”, che avevano sperato in un intervento risolutore del loro vescovo.. Trascorsero alcuni anni e , morto il Cardinale Archetti, giunse in Ascoli il so successore al quale, immediatamente, Crocesi e compagni si rivolsero per chiedere il ritorno della Madonna nella diocesi ascolana. Questa volta l’intervento del vescovo ebbe effetto e gli abitanti di Rotella furono costretta a restituire la statua. Questa, per alcuni anni, fu conservata nel Duomo di Ascoli e, successivamente, trasferita nella chiesa di Polesio dove ancora oggi si venera. Gli abitanti di Rotella comunque non mollarono . Fecero fare infatti un’altra statua che intitolarono alla Madonna della Misericordia . A questa dedicarono anche la loro chiesa principale, già della Vergine Lauretana, e, da allora, e ancora oggi, ogni anno, il giorno della festa dell’Ascensione, nel pomeriggio, quando i pellegrini scendono dal monte, portano in processione per le vie del paese la loro statua tenendo così vivi, sia la devozione alla Madonna dell’Ascensione sia il ricordo di quella che ritengono un’ ingiustizia perpretata a loro danno dai fedeli della diocesi di Ascoli.

Giuseppe Bachetti.